sabato 11 febbraio 2012

Stinky Jane

Ti accorgi che è in biblioteca prima ancora di vederla.
C'è una scia, una traccia che serve a metterti in guardia: non avvicinarti più di così. Non fare un solo passo, non chiederti chi si nasconde dietro lo scaffale della filosofia. Se ci tieni alla pelle dovresti averlo già capito: è arrivata Stinky Jane.


Stinky Jane è una vecchia dall'aria persa - faccia scavata, passo lento. E ha un odore, un odore che non ti sbagli. Un odore acre e pungente che si attacca all'intonaco dei muri, alle copertine delle enciclopedie, al pelo dei libri tattili per neonati.
Gli studenti fuggono a studiare fuori, ai meno dieci gradi del chiostro. I genitori brancano i figli e si mettono a scudo come per proteggerli dal gas di un gruppo terrorista.


Mi hanno detto in California che quando ti entra una puzzola in casa devi metterti a pregare perché se spruzza la sua sostanza sei fottuto: devi traslocare, l'odore non se ne andrà più.
Ecco, se un lunedì non sono in turno e vado a lavorare il martedì, posso capire con certezza se Stinky Jane è passata durante la mia assenza. A un giorno di distanza, a volte anche due.


Tutte premesse per arrivare a oggi. Oggi stavo lavorando euforico, stranamente su di giri nonostante il turno di sabato mattina, il peggiore insieme al lunedì pomeriggio.
Dovevo andare al piano superiore della biblioteca, con l'universale Zanichelli A-COL in mano. Avrei potuto usare le scale, ma il peso del volume mi ha fatto decidere per l'ascensore. Una scelta scriteriata.
Purtroppo il freddo aveva danneggiato le mie vie respiratorie. Non del tutto, non abbastanza da evitarmi l'agonia imminente. Ma un danno sufficiente a mettere fuori uso il mio senso del pericolo. Così sono entrato in ascensore, non sapendo che Stinky Jane stava allegramente bighellonando in biblioteca.
E la prima regola di una biblioteca che si rispetti è "Non usare l'ascensore in caso di Stinky Jane".


Lei era stata lì. E c'era stata da poco. L'odore di urina stantia impregnava il piccolo spazio capienza quattro persone, che sembrava ancora più piccolo ora che non c'era più posto per l'aria, ma solo per la puzza.
Se solo avessi intuito, se solo avessi avuto il tempo di prendere il respiro e farmi 30 secondi di apnea.
No, me lo sono inalato tutto quel fetore, giù nei polmoni a lordarmi sangue e cervello.
Le porte non si aprivano, non si aprivano più. L'ascensore è arrivato cazzo, ho sentito il DIN!, aprite queste cazzo di porte!


Mai 30 secondi furono più lunghi. Una volta uscito sapevo di Stinky Jane. Della sua piscia, della sua essenza.
Come un diavolo caduto nell'acqua santa, mi dimenavo tutto, agitato e spaventato, cercando il cassetto col deodorante.
Mi sono voltato verso una collega lanciandole gli occhi dell'animale braccato. Le avevo messo paura.
- Sto cercando il deodorante-, sentivo di doverle una spiegazione.
- Ah-, si è limitata a fare lei.
- E anche il cartello fuori uso-.
- Per cosa?-
- Per l'ascensore-.

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